Pillole di Storia - Ep.10 | Torino e la magia della Coppa Italia

22 feb 2023

Decima puntata della storia del basket torinese a cura dei gemelli Giorgio e Paolo Viberti

Il fresco successo della Leonessa Brescia nella Final Eight di Coppa Italia ha stretti legami con Torino. La prima capitale d'Italia ha infatti ospitato - e con grande successo - questa edizione 2023 della seconda manifestazione cestistica nazionale, conquistata a sorpresa dalla squadra di coach Magro.

Ed era stata proprio la squadra di basket del capoluogo piemontese a infliggere una cocente e inattesa sconfitta proprio a Brescia nella sua precedente finale di Coppa Italia, nel 2018 a Firenze, un evento storico per la pallacanestro torinese allora targata Fiat.

In quella stagione il basket sotto la Mole stava cullando la speranza di rinverdire il suo passato più glorioso fatto di tre semifinali scudetto negli Anni 80 e prima ancora la finale di Coppa Korac 1976. Ma in meno di un mese, a fine 2017, il sogno sembrava già svanito. Coach Luca Banchi, che non senza difficoltà era riuscito a mettere insieme i pezzi di un puzzle assemblato male e con poco criterio, il 15 gennaio 2018 aveva preferito dimettersi (e rinunciare a centinaia di migliaia di euro!) piuttosto che accettare le continue ingerenze del presidente Antonio Forni, che comunque aveva avuto il merito di aver investito tanto nella squadra, coinvolgendo anche il brand Fiat. Torino con Banchi aveva vinto 10 partite su 15 in serie A1 ed era 5ª in classifica, a 4 punti dalla vetta. A sostituire il coach toscano fu chiamato il veterano Carlo Recalcati, ma neppure un allenatore esperto come lui riuscì a trovare il bandolo della matassa e finì ben presto per lasciare a sua volta l'incarico. Così la panchina passò al vice Paolo Galbiati, un tecnico che conosceva bene l'ambiente e inizialmente riuscì a integrare nell'organico l'estroso ma vulcanico neoacquisto americano Vander Blue, pallino del vicepresidente Francesco Forni, nonostante non fosse in sintonia con i connazionali Patterson, Garrett e Washington, che rappresentavano l'ossatura della squadra. Alla vigilia di quella Final Eight la Fiat Torino sembrava una barca alla deriva, quasi come la Germani Brescia qualificatasi da ultima a questa edizione della Coppa Italia e reduce da 6 sconfitte di fila. Ma il basket sa fare miracoli, come in quel 18 febbraio 2018.

Vittoriosa all'esordio nei quarti contro la Reyer Venezia e poi in semifinale contro Cremona, la squadra di Galbiati era già andata ben oltre le attese e sembrava la vittima predestinata nella finale con la Leonessa Brescia, qualificatasi allora alla Coppa Italia come seconda classificata di Serie A1 dopo una striscia vincente di 9 partite su 9 in avvio di campionato. I pronostici sfavorevoli alla Fiat furono confermati per gran parte del match: Torino dovette inseguire fin dal 1’, anche con 9 punti di svantaggio (11-20 al 12’, poi 18-27 al 17’), e si trovò ancora sotto di 6 punti a 7’ dall’epilogo (53-59). Ma una tripla di Peppe Poeta, stoicamente in campo malgrado un polpaccio stirato, diede il primo vantaggio alla Fiat (61-59) a 4’16” dalla sirena, poi Deron Washington, l’ideale Mvp di quella finale (anche se il titolo andò al più istrionico Vander Blue), si caricò la squadra sulle spalle dando infine l’assist decisivo a Vujacic per il conclusivo 69-67 del trionfo. Così i vincitori di quella finale: Vander Blue 11 punti, Diante Garrett 16, Nobel Boungou Colo 11, Deron Washington 10, Trevor Mbakwe 1, Sasa Vujacic 7, Peppe Poeta 7, Andre Jones, Valerio Mazzola 6; non entrati Mohamed Touré, Lorenzo Mittica, Guy Akoua; coach Paolo Galbiati. Per il basket torinese fu il primo (e per ora unico) trofeo della sua storia, per Brescia invece una ferita profonda che però pochi giorni fa, dopo 5 anni di attesa, è stata ricucita e proprio a Torino. Lo sport spesso restituisce ciò che ti aveva preso. Il cerchio si è chiuso. 

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